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31
Gen
2010

Imbolc

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IMBOLC (O’MEALG)    1, 2 febbraio

Imbolc è la seconda delle quattimbolc3aro grandi feste trimestrali del calendario celtico ed è considerato il primo giorno di primavera. Una diffusa etimologia popolare in irlandese moderno spiega il nome della festa come  i mbolg ,“nella pancia”,espressione estremamente idonea per esprimere il significato simbolico di questa celebrazione,indicante l’inverno gravido dell’estate.Il termine sembra derivare dalla radice m(b)lig-, ”latte” e significa qualcosa come  “allattamento”. Una forma alternativa del nome era Oimelc che riflette l’antico celtico Oui-melko, “latte di pecora”. Si suppone che tradizionalmente la festa coincidesse con l’arrivo del primo latte nelle mammelle delle pecore, circa un mese prima della nascita degli agnelli.A Santa Brigida fu consacrato il monastero irlandese di  Kildare (Cill Dara, Cappella del querceto), dove un fuoco in suo onore era mantenuto perpetuamente acceso da diciannove monache.

 Ogni suora a turno vegliava sul fuoco per un’intera giornata di un ciclo di venti giorni; quando giungeva il turno della diciannovesima suora ella doveva pronunciare la formula rituale “Brigida proteggi il tuo fuoco. Questa è la tua notte”. Il ventesimo giorno si diceva fosse la stesa Brigida a tenere miracolosamente acceso il fuoco. Il numero diciannove richiama il ciclo lunare metonico che si ripete identico ogni diciannove anni. Questa usanza ricorda il collegio delle Vestali che tenevano sempre acceso il sacro fuoco di vesta nell’antica Roma, ma più probabilmente la devozione delle suore di Kildare si ricollega alle Galliceniae, una leggendaria sorellanza di druidesse che sorvegliavano gelosamente il loro recinto sacro dall’intrusione degli uomini e i cui riti furono mantenuti attraverso molte generazioni. Allo stesso modo , nel monastero di Kildare  solo alle donne era concesso di entrare nel recinto dove bruciava il fuoco, che veniva tenuto acceso con mantici, come ricorda Gerardo di Cambria.
La figura che i Gaeli  moderni chiamano Brid risale alla Brigantia (o Briganti) commemorata nelle iscrizioni celtiche insulari del periodo dell’occupazione romana e ancor più direttamente alla Brigindu invocata in un famoso testo della Gallia orientale. Brigantia era la Dea-Terra dei Brigantes, la confederazione tribale il cui territorio si estendeva sull’odierna Inghilterra settentrionale. Il suo nome viene dallaimbolc5a radice brig “altura”, appare spesso come elemento di toponimi (briga) applicato a colline e montagne. La forma derivata Brigantia significherebbe qualcosa come “Colei che si alza in alto, che viene esaltata”.
La Brigida mitologica è la figlia del Dagda, un campione dei Tuatha Dé Danann (gli dei della Tribù) che probabilmente costituiva il principale collegamento tra le identità dei Danann e dei Fomori prima che si sviluppasse l’epopea di Lugh. Ella viene identificata con il benessere della Tribù umana, ruolo confermato dalla sua frequente rappresentazione in forma tripla, a rispecchiare le preoccupazioni trifunzionali della comunita celtica: come banfhile “poetessa”, ispira i bardi aprendo la comunicazione tra questo mondo e l’Altromondo; come patrona della fucina e consorte dei fabbri, presiede alla fabbricazione delle armi portate dai guerrieri; e come guaritrice, erborista e purificatrice della casa, ella tratta con il regno fisico legato alla salute della terza funzione. Il fuoco è uno dei suoi attributi principali-che si tratti di luce solare, fuoco della fucina o focolare domestico.
Brigida, nella tradizione, è accompagnata da una mucca bianca che simboleggia la sua protezione del bestiame ed è una manifestazione di sua madre Bo-fhionn, la  Mucca Bianca che è anche la dea del fiume sacro Boyne. Si dice che il suo fiore sia il dente di leone (caisearbhan in irlandese, bearnan-Bride in gaelico scozzese), un’esplosione di aspetto solare con numerose proprietà medicinali e che contiene un succo simile al latte, ulteriore collegamento col bestiame;pare però che un tempo la pianta di questa dea fosse la tussilaggine (adhann), un vegetale di aspetto abbastanza simile, anch’esso di grande importanza medicinale, ma che fiorisce molto prima, spesso intorno alla stessa data di Imbolc. Il suo uccello messaggero è la beccaccia di mare, chiamata bridean (spiegata in genere come Brid-eun “Uccello di Brid”) in Scozia, e giolla Bride (“Servo di Brid”). Il suo animale divinatorio è il serpente (pare specialmente la vipera).
Nel calendario cristiano Imbolc precede immediatamente  la Candelora (2 febbraio) che celebra la presentazione al Tempio di Gesù. In questo giorno si benedicono le candele, simbolo di Cristo “luce per illuminare le genti”. La festa  è anche detta della Purificazione della Vergine/Maria, perché , secondo l’usanza ebraica, una donna era considerata impura per un periodo di 40 giorni dopo il parto di un maschio e doveva andare al Tempio per purificarsi: il 2 febbraio cade appunto 40 giorni dopo il 25 dicembre, giorno della nascita di Gesù. Anticamente questa festa veniva celebrata il 14 febbraio (40 giorni dopo l’Epifania), e la prima testimonianza al riguardo ci è data da Egeria nel suo libro Itinerarium Egeriae (cap. 26).
La celebrazione di Imbolc esprimeva due temi: il risveglio della fertilità della Terra e l’inizio di un nuovo ciclo di attività agricola nella vita della Tribù, con la figura di Brigantia (la forza creativa sia della Tribù sia della Terra) a unire le due. La dea veniva invitata a benedire questo processo, assicurando protezione ed energia per la crescita. La purificazione tramite l’acqua, il fuoco e la creazione di talismani erano tra i principali gesti rituali utilizzati per manifestare il suo potere. Si lavavano mani, piedi e testa per consacrarli al nuovo ciclo di lavoro. Infatti una delle etimologie alternative del nome della festa è Imb-fholc “lavarsi” (da comparare col gallese ymolchi).
Il fuoco di Brigantia rappresentava sia la fertilità della terra che il fuoco del sole, che gradualmente guadagnava forza man mano che si allungavano i giorni. L’accensione dei falò o delle candele era un’espressione di incoraggiamento magico al sole, oltre che un segno di gioia per la luce più abbondante. Imbolc segnava tradizionalmente il momento oltre il quale non era più necessario portare con se una candela quando si usciva a lavorare nelle prime ore del mattino. In alcune aree del Galles i servi restituivano cerimonialmente una candela al capofamigliimbolc7aa proprio in questo giorno, poiché questa non serviva più.
Venivano accese candele a tutte le finestre.
Il talismano che assicurava la protezione di Brigantia era in tutta l’Irlanda la cross-Bride (Croce di Brigida) detta a volte bogha Bride (arco di Brigida) o crosog (piccola croce). Essa poteva essere fatta di vari materiali e assumere diverse forme. Il modello più familiare è quello di di paglia a quattro bracci, utilizzato in particolare nell’Uster, sebbene fosse noto anche altrove. Era un simbolo del ciclo perpetuo delle stagioni, della certezza che la luce e l’estate sarebbero sempre tornate ; i suoi quattro bracci riflettevano la struttura in quattro parti dell’anno celtico, sebbene avesse anche una controparte a tre bracci, a sottolineare il triplo influsso di Brigida  sulle attività della Tribù.
Un altro importante talismano consacrato in questo periodo era il brat Bride “mantello di Brigida”.Si trattava di un pezzo di tela o nastro che veniva esposto alla finestra durante la notte della festa, così da assorbire il potere della dea/santa quando si manifestava nel corso del rituale. Sarebbe poi stato indossato come protezione, oppure usato nei rituali di guarigione, la sua potenza si sarebbe rinnovata di anno in anno in quella stessa notte; alcune fonti dichiarano che erano necessari sette anni perché un brat Bride accumulasse appieno le sue proprietà curative.
Alcune tradizioni della Scozia gaelica specificano che Brigida è stata rinchiusa nel monte Ben Nevis dalla Caileach (Megera) fino a Imbolc , quando suo fratello Aonghus giunge a liberarla dall’Altromondo in groppa a un cavallo bianco. In altre versioni è la Cailleach stessa che viene trasformata in Brigida bevenimbolc1ado da una fonte sacra prima dell’alba di Imbolc.
Una variante della cerimonia vedeva una donna impersonificare la dea/santa.Si trattava solitamente della figlia più grande della famiglia, sebbene anche altre donne (e persino uomini) potessero ricoprire tale ruolo. Ella usciva all’aperto e raccoglieva un mazzo di stoppie, quindi tornava e gridava sulla soglia :Teighi ar bhur ngluine, agus oscaigi bhur suile,agus ligigi Brid bheannaithe isteach! (Mettetevi in ginocchio,aprite gli occhi, e fate entrare Brigida la benedetta!). Gli altri componenti della famiglia le davano il benvenuto: ‘Se do bheatha, ‘se do bheatha, ‘se do bheatha, a bhean uasail! (Sii benvenuta tre volte, nobile signora!) oppure O, tar isteach, ta cead failte romhat! (Oh entra, che tu sia benvenuta cento volte!). Ella quindi entrava e metteva, metteva le stoppie sotto un tavolo al centro della casa e procedeva a benedire l’abitazione e tutto ciò che essa conteneva, specialmente il cibo, le bevande e il focolare. Dopodichè la famiglia intera usava le stoppie per preparare crosoga, che venivano in seguito benedette da un prete e appese sopra le porte per protezione contro la povertà e la miseria.
Ancora più diffusa era la rappresentazione di Brigida  con un’effige detta brideog, tipicamente una bambola di paglia che indossava abiti da bambina. Essa veniva portata di casa in casa da una processione di giovani di entrambi i sessi chiamati  brideoga che chiedevano ospitalità per la brideog in ogni casa, intonavano canti, recitavano benedizioni e preghiere, distribuivano crosoga e ricevevano un po di denaro o cibo in cambio.Dalla donna che teneva in mano la brideog ci si aspettava che possedesse qualità morali eccezionali e che rispecchiasse in qualche modo Brigida stessa.
In alcune parti della Scozia, la brideog veniva messa a letto con un bastone di legno al suo fianco. Si credeva che durante la notte Brigida si alzasse e colpisse il focolare col bastone; se il mattino seguente si trovava il segno del colpo tra le ceneri, ciò era considerato un segno di buona fortuna. In altre comunità scozzesi non si utilizzava una bambola reale, ma si preparava un letto e Brigida veniva invocata tre volte sulla soglia di casa: A Bhrighd, a Bhrighd, thig a steach: tha do leabaidh air a charadh! (Brigida, Brigida, entra: il tuo letto è pronto!). Si accendevano candele alle finestre e intorno al letto,per lasciarle poi bruciare tutta la notte. Sull’isola di Mann, il capofamiglia si metteva sulla porta con un mazzo di stoppie in mano e invocava Brigida cantando: Brede, Brede, tar gys my hie,  Tar gys my hie ayns noght; Foshiljee yn dorrys da Vrede As ihig da Vrede cheet stiagh! (Brigida,Brigida, imbolc2avieni nella mia casa, vieni nella mia casa stanotte; Aprite la porta a Brigida e lasciatela entrare!).  Le stoppie venivano sparse sul pavimento per preparare un passaggio per Brigida e, successivamente, raccolte allo scopo di fare un letto per lei. Nelle isole Ebridi le donne dei villaggi si radunano insieme in qualche casa e fabbricano un’immagine dell’antica Dea, la vestono di bianco e pongono un cristallo sulla posizione del cuore.
Oltre all’effige della dea, in origine la processione della brideog portava in giro anche uno strumento attuale chiamato crios Bride ( Cintura di Brigida). Si trattava di un grande cerchio di paglia intrecciata decorato con quattro croci intessute che segnavano i quarti della sua circonferenza. Secondo la forma in cui questo costume è sopravvissuto nel Connemara e sulle isole Aran, erano le donne della processione a portare la brideog , mentre gli uomini avevano la responsabilità della crios. Gli abitanti di ogni casa che visitavano erano invitati a passare la crios per ottenere benedizioni soprannaturali legate in particolare alla salute fisica. Chi portava la crios introduceva il rituale recitando versi come questi: Crios Bride mo chrios, Crios na gceithre gcros. Eirigh suas, a bhean an tighe Agus gaibh tri h-uaire amach. An té’rachas tré mo chrios, Go mba seacht bhfearr a bheidh sé bliain o inniu. (La mia cintura è la cintura di Brigida, la cintura con le Quattro croci. Alzati, donna della casa ed esci tre volte. Che chiunque passa attraverso la mia cintura possa stare sette volte meglio a un anno da oggi.) Gli uomini passavano attraverso la crios ponendosi di lato e iniziando col piede destro, mentre le donne ci entravano dentro coi piedi, quindi ne uscivano facendola passare dalla testa. Per ottenere l’effetto massimo il rituale doveva essere ripetuto  tre volte. IL cerchi è chiaramente una rappresentazione del canale della nascita e la cerimonia ha uno scopo di ringiovanimento e ripristino, una rinascita del ventre della dea.
A Imbolc si teneva anche qualche attività divinatoria. L’esempio di divinazione più famoso e carico dal punto di vista mitologico e collegato a questo giorno coinvolgeva il serpente oracolare di Brigida. Nella tradizione scozzese si riteneva che il serpente emergesse dalla collina in cui era andato in letargo attraverso l’influsso della sua divina signora. Se le condizioni del tempo erano favorevoli, si risvegliava presagendo un disgelo precoce; se ritornava nella tana, l’inverno non avrebbe allentato la morsa sulla terra per una altro mese. In molte culture il serpente o drago è simbolo dello spirito della Terra e delle forze naturali di crescita, decadimento e rinnovamento.  Esso è uno dei molti aspetti dell’antica Dea della Terra: la muta della sua pelle simboleggia il rinnovamento della Natura e anche la sua dualità. Infatti in gaelico “neamh”(cielo) è simile a “naimh”(veleno), provenendo entrambi dalla radice “nem”.
Un antico codice irlandese, il Libro di Lisrnore, riporta una curiosa leggenda. Si narra che a Roma i ragazzi usavano giocare ad un gioco da tavolo in cui una vecchia megera liberava un drago imbolc6amentre dall’altra parte una giovane fanciulla lasciava libero un agnello che sconfiggeva il drago. La megera allora scagliava un leone contro la fanciulla, la quale però provocava a sua volta una grandine che abbatteva il leone. Papa Bonifacio, dopo aver interrogato i ragazzi e aver saputo che il gioco era stato insegnato loro dalla Sibilla, lo proibì.
La megera non è altro che la Vecchia Dea dell’Inverno sconfitta dalla Giovane Dea della Primavera. Essendo questa leggenda stata raccolta in un ambito culturale celtico, si può supporre che la Vecchia altri non era che la Cailleach a cui si contrappone Brigit. Il riferimento all’agnello è un altro simbolo del periodo di Imbolc, anche se i commentatori medievali lo considerarono l’emblema di Gesù Cristo. In realtà è la Vecchia Dea che si rinnova trasformandosi in Giovane Dea, così come il Vecchio Grano diviene il nuovo raccolto. I Carmina Gaelica (un insieme di preghiere, benedizioni e invocazioni raccolte dallo studioso scozzese  Alexander Carmichael nelle isole occidentali della Scozia del XIX secolo) hanno preservato un’invocazione al serpente in questa occasione rituale: Moch maduinn Bhride, Thig an nimbi a san toll. Cha bhean miser is an nimhir, Cha bhean an nimhir rium. (Il mattino di Brigida il serpente uscirà dal suo buco. Non farò male al serpente, Ne lui farà male a me.) In Irlanda, famosa perché non vi sono serpenti, era un porcospino (Grainneog) che col suo comportamento prevedeva il tempo per la gente a Imbolc. La tradizione è emigrata in America nella forma del giorno del “Ground Hog". I banchetti erano anch’essi parte integrante della celebrazione. La visita di Brigida e la benedizione delle crosoga erano solitamente seguite da una cena solenne di tutta la famiglia al lume di candela. Il Bairin breac, un pane simile a una torta contenente frutta candita, era il piatto del giorno in Irlanda. In Bretagna si era invece soliti preparare le crépes (krampouezh) che hanno la forma del disco solare e sono un piatto primaverile in molte parti del mondo occidentale. La benedizione del fuoco del fabbro e dei suoi strumenti da parte della Dea-Terra diviene una benedizione della Tribù interna, un’ulteriore conferma del matrimonio tra Tribù e Terra, implicando che la Tribù ha il permesso di trasformare determinati aspetti della Terra, sempre che l’equilibrio strutturale della Terra non venga sconvolto da tale attività.
Nel Calendario di Coligny, il mese in cui cade Imbolc viene chiamato Ogronios, fine del freddo. In alcune comunità si pensava persino che fosse una fortuna se la neve cadeva a Imbolc, come se tutta la forza dell’inverno si esaurisse in questo modo e lasciasse poi il posto al tempo bello.

Tratto da: Alexei Kondratiev, "Il tempo dei Celti"
                Roberto Fattore, "Feste Pagane"

 

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